Cu Chulainn e il calendario

Nei miti, nelle leggende, nelle fiabe spesso si celano nozioni scientifiche.

Spesso miti, leggende e fiabe sono strumenti mnemonici che sottendono acquisizioni scientifiche.

Miti, leggende, fiabe, si pongono pertanto come scrigni che vanno aperti mediante letture dei vari livelli che essi propongono alla nostra attenzione.

L’eroe irlandese Cu Chulinn veniva descritto come un bel fanciullo con sette (7) dita per ogni piede e per ogni mano. Tra un orecchio e l’altro aveva cinquanta (50) lunghe trecce gialle come la cera d’api. Portava un manto verde, fermato sul petto da una fibbia d’argento e una camicia di fili d’oro. I suoi occhi avevano sette (7) pupille da ognuna delle quali uscivano sette (7) scintille. Su ogni guancia aveva quattro nei: uno blu, uno rosso, uno giallo e uno verde.

Cu Chulainn

E’ evidente che numeri e colori non sono messi a caso, ma nascondono un codice. Quale?

Abbiamo sette dita per ogni piede e per ogni mano. Ogni mano (ed ogni piede) corrisponde ad una settimana. Un dito, un giorno. Sette per 4 = 28 è numero riferibile al ciclo lunare: quattro fasi in un mese di 4 settimane. Tra un orecchio e l’altro 50 trecce gialle (raggi dorati) indicano un ruolo solare e calendariale, in quanto 50 trecce più due orecchie danno 52 settimane, ossia un anno solare (364 giorni). Se dividiamo 52 per quattro, otteniamo 13, ossia il numero delle lunazioni in un anno solare (13 lunazioni per 28 giorni = 364 giorni). Questi numeri, come hanno in seguito dimostrato i vari aggiustamenti del calendario, erano approssimativi. Il 52, inoltre, è il numero di Thoth, uno dei numeri più significativi della geometria sacra, relativo anche al piede d’oca, simbolo della Melusina, la Mére Lugine, paredra di Lugh (padre celeste di Cu Chulainn). Ogni occhio ha sette pupille che emettono 7 scintille. Le pupille richiamano l’iride, ovvero l’arcobaleno (Iride, paredra di Mercurio-Thoth, Lugh, Hermes è messaggera degli Dei e usa l’arcobaleno come collegamento tra cielo e terra), con i 7 colori e con la funzione di ponte tra il mondo celeste-divino e il mondo terrestre-umano. Sulla guancia ha 4 nei: blu, rosso, giallo, verde, ossia i colori della Dea, ma anche i colori primari. Su un lato del viso abbiamo 49 (sette pupille per sette scintille) più 4 nei: 49+4=53. Possiamo anche considerare l’occhio come 50, ossia 7 per 7= 49, più ciò che contiene pupille e scintille. L’occhio intero è 50. In questo caso abbiamo 50 per un occhio, 50 per l’altro occhio e 50 per le trecce da orecchio a orecchio. L’insieme è 150, numero che troviamo sempre presente (come il 50) nella saga di Cu Chulainn. La descrizione delle fattezze di Cu Chulainn si presenta, dunque, come una sorta di manuale sintetico dal quale, con un’opportuna capacità di lettura, si possono estrarre molte informazioni, a partire da quelle relative al rapporto calendariale tra luna e sole (calendario soli-lunare).

Occhio di Horus

Per analogia possiamo riferirci all’esempio dell’occhio sinistro di Horus, colpito da Seth e ricomposto da Thoth, che nell’insieme rappresenta 63/64.  L’occhio destro, non colpito da Seth, è 64/64, ossia l’intero.

 

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