La geometria della vasca di Bibracte

La geometria della vasca di Bibracte, uno dei luoghi sacri più significativi della cultura druidica, è testimonianza concreta della conoscenza da parte dei druidi del triangolo pitagorico e di altre figure geometriche e numeri della geometria sacra, ovvero della geometria con la quale gli antichi riproducevano in terra le armonie celesti, l’ordine dell’universo, la Regola, Recht.

Vasca

Recht, la Regola, è concetto associato a Brighit, la cui radice “Br” indica l’espansione, il vasto. Brighit-Recht è, come Brihat-Ritam, il Vasto di Verità vedico, ossia l’espansione (manifestazione) secondo la regola. Ritroviamo lo stesso archetipo nell’egizia Maat, che come Brighit-Recht, racchiude i significati di «ordine», «verità», «giustizia». Nei miti cosmogonici, al caos, che contiene un ordine implicito, viene sostituita la creazione ordinata: ordo ab chao. Per dire in altri termini, parafrasando Ervin Lazlo, la molteplicità delle cose emerge dal mare di energia virtuale che va sotto il nome di vuoto quantico. Questo mare di energia (l’oceano primordiale, il Nun egizio), virtuale e sottile, è il terreno d’origine dei pacchetti d’onda che vediamo come materia, la cui radice indoeuropea M ha il significato di limite. [i]  “«Maat», termine astratto, riappare sia in copto che in babilonese e in greco. In quest’ultima lingua le radici …”ma”, “math”, “met”, entrano nella composizione di vari vocaboli contenenti l’idea della ragione e della misura”[ii]: mathema (disciplina, scienza), da cui matematica, mathesis (imparare, diciplina), metro (misura), ecc. Materia è ciò che può essere misurato. “L’idea di un ordine cosmico retto da leggi matematiche – scrive Boriz de Rachelwiltz – fu chiaramente percepita dagli antichi egiziani sin dalle più remote ere della loro storia”.[iii]  Le conoscenze degli Egizi erano note ai Greci e a Pitagora e, come vedremo ampiamente in seguito, erano condivise dai druidi. “Se riandiamo all’inizio del Papiro Rhind – scrive Boris de Rachewiltz – troveremo questa affermazione: «Il calcolo accurato: la porta d’accesso alla conoscenza di tutte le cose e gli oscuri misteri». La conoscenza della verità poggia su basi matematiche, le stesse che ritroviamo nell’ordinamento cosmico. Non vi può essere verità o giustizia in senso assoluto se non promanante da questo ordine superiore e inviolabile. Donde, l’equivalenza in egiziano dei tre termini «verità», «giustizia», «ordine»”.[iv] Gli dèi vivono di Maat, ci ricorda Boris de Rachewiltz, citando H.Frankfost, “ e ciò significa che le forze immanenti della natura agiscono in armonia con l’ordine creato ….«fare il bene» equivaleva a trovarsi in armonia con la Natura e la rottura di questa armonia, col conseguente ritorno al caos, corrispondeva al «male»”. [v]Concetti che ritroviamo nella cultura druidica e che, tornando alla vasca di Bibracte, della quale abbiamo le misure indicate da Gaspani[vi], possiamo trovare nelle geometrie ad essa applicate. Dal disegno ricavabile dalle misure di Gaspani appare evidente non solo come la vasca di Bibracte sia stata costruita con criteri rigorosamente matematici, ma come la geometria implicita, ossia nascosta, comprensibile solo agli iniziati, contenesse simboli importanti per i druidi, quali la stella a cinque punte, loro segno distintivo (come per i pitagorici). E’ interessante notare come la geometria della vasca di Bibracte sia molto simile a quella usata dagli Egizi per la vescica piscis, mandorla mistica, all’interno della quale c’è l’occhio di Ra, ossia il simbolo di Dio. La riproducibilità all’infinito della vescica piscis, sia in piccolo, sia in grande, consegna, come il pentalfa, la conoscenza di Dio all’impossibilità umana di afferrarla definitivamente. I druidi usavano una mela per insegnare le simbologie connesse con il pentalfa e con la vescica piscis. La mela, frutto della conoscenza, di questo e dell’altro mondo, infatti, “se tagliata perpendicolarmente all’asse del peduncolo, mostra un pentacolo racchiuso in un cerchio, simbolo dell’uomo realizzato che sta al centro dell’universo, la materia e lo spirito, stella a cinque punte simbolo del sapere”. [vii]Interessante anche notare come la costruzione della vasca di Bibracte ricordi quella del Fiore della vita, una forma geometrica che troviamo nel tempio di Abido, costruito da Seti I.Fiore della vita e vescica piscis, o mandorla mistica, ci conducono al cuore della geometria sacra e, in particolare, alla geometria sacra egizia e pitagorica. Va inoltre notato che la stella a cinque punte è, in Egitto, associata a Iside e a Sirio e che la vasca di Bibracte serviva anche a stabilire la levata eliaca della stella del Cane maggiore, per dare avvio, nel giusto tempo, alla festività di Lughnasad, voluta da Lugh in onore della madre adottiva Tailtiu, il cui nome, derivante da talamh, significa terra e che è la personificazione dell’Irlanda.  Sono, questi, tutti elementi che  ci conducono a due osservazioni importanti. La prima: i druidi conoscevano la geometria sacra, ossia la disciplina necessaria per accostarsi alla Regola, ovvero alla legge universale che presiede alla manifestazione. La seconda: i druidi condividevano questa conoscenza con gli Egizi e con i Greci.

[i] Vedi in proposito Ervin Lazlo, Le scienze e il campo akashico, Urra

[ii] Boris de Racheviltz, Egitto Magico Religioso, Edizioni della Terra di Mezzo

[iii] Boris de Racheviltz, Egitto Magico Religioso, Edizioni della Terra di Mezzo

[iv] Boris de Racheviltz, Egitto Magico Religioso, Edizioni della Terra di Mezzo

[v] Boris de Racheviltz, Egitto Magico Religioso, Edizioni della Terra di Mezzo

[vi]http ://www.brera.inaf.it/utenti/gaspani/vasche.htm – Ritornando al bacino, il suo asse maggiore è lungo circa 11 metri e il suo asse minore è lungo 4 metri. Tenendo conto del fatto che l’unità di misura lineare usata dai druidi per progettare il bacino valeva circa 2 metri ci accorgiamo che il bacino misura 6×2 unità. La planimetria suggerisce chiaramente che la forma ellittica era stata ottenuta intersecando due cerchi di raggio pari a 5 unità ciascuno i cui centri furono posti a 8 unità di distanza l’uno dall’altro. La cosa stupefacente è che in questo modo la metà dell’asse  maggiore della vasca viene ad essere lunga 3 unità, la distanza tra il centro della vasca e il centro di uno dei due cerchi 4 unità e il raggio di ciascuno dei due cerchi generatori vale 5 unità realizzando così il minimo triangolo rettangolo pitagorico. Infatti il triangolo rettangolo con cateti lunghi rispettivamente 3 unità e 4 unità possiede l’ipotenusa lunga esattamente 5 unità.

[vii] Riccardo Taraglio, Il vischio e la quercia, Edizioni Età dell’Acquario

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